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02. Divorzio congiunto e contenzioso

Divorzio

Il divorzio è la conseguenza naturale, nella maggior parte dei casi, della separazione.

E' l'istituto che consente di far cessare gli effetti civili del matrimonio, cosa che non avviene con la separazione in cui i coniugi sono ancora legati dal vincolo matrimoniale, con tutte le conseguenze che ne discendo.

Con il divorzio si pone fine a una serie di vincoli che incidono soprattutto dal punto di vista patrimoniale.

Nel caso di matrimonio civile, quindi contratto davanti all’Ufficiale dello Stato Civile, il divorzio si considera come scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale e viene pronunciato dal Tribunale competente.

Diversamente, in caso di matrimonio concordatario, ossia il matrimonio celebrato in Chiesa e poi trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune, la conseguenza del divorzio è la cessazione degli effetti civili del matrimonio; ciò significa che sul piano religioso il matrimonio permane - a meno che non venga richiesto il suo annullamento al Tribunale della Sacra Rota - invece esso cessa i suoi effetti sul piano civile.

In entrambi i casi, divorziare può avere tempi e costi molti diversi: infatti questi dipendono da diversi fattori, il primo la presenza dell’accordo tra le parti che consente di accorciare notevolmente i tempi e risparmiare sulle spese 

 

Lo Studio Legale Benvenuto offre assistenza giudiziale per tutto il corso del procedimento, garantendo massime tutele per la prole, sotto ogni aspetto, in particolar modo quello patrimoniale. 

 

Occorre precisare che prima di divorziare i coniugi devono prima procedere alla separazione giudiziale o alla separazione consensuale.

Dopo l’introduzione del c.d. divorzio breve nel 2015, le tempistiche si sono sensibilmente ridotte e non è più necessario il decorso di 3 anni dalla separazione per poter divorziare.

Prima di procedere al divorzio i coniugi devono aspettare:

  • 6 mesi in caso di separazione consensuale;

  • 1 anno in caso di separazione giudiziale.

Se il divorzio breve avviene in Tribunale i termini sopra indicati si applicano a prescindere dalla presenza o meno di figli.

Invece se l’iter per il divorzio avviene presso gli uffici del comune i coniugi potranno sottoscrivere l’accordo di divorzio dinanzi all’ufficiale dello stato civile solo se non hanno figli minorenni o figlio maggiorenni ma portatori di handicap, incapaci o economicamente non autosufficienti. 

Il divorzio, come anche la separazione, può essere di tipo consensuale o giudiziale.

Il primo si ha quando entrambi i coniugi sono d’accordo sullo scioglimento del vincolo matrimoniale, al contrario si ricorre al divorzio giudiziale quando tale accordo manca ed è necessario l’intervento del giudice.

In quest’ultimo caso il divorzio si configura come una vera e propria causa dinanzi all’autorità giudiziaria; il divorzio consensuale, invece, può avvenire in Tribunale, in Comune o mediante negoziazione assistita in presenza degli avvocati delle parti. Sicuramente quest'ultima ipotesi è quella più economica.

 

Quando non c’è il consenso dei coniugi, in caso di mancata collaborazione, aperto dissenso o totale irreperibilità è necessario procedere per via giudiziale ed il coniuge richiedente dovrà aspettare un anno dalla separazione, e non 6 mesi.

 

Solo in circostanze eccezionali tassativamente indicate il legislatore concede la possibilità di divorziare immediatamente, senza dover rispettare i tempi della separazione.

Queste ipotesi sono:

  • matrimonio non consumato;

  • cambiamento di sesso di uno dei coniugi;

  • condanna per reati gravi in ambito familiare (come ad esempio maltrattamenti o violenza nei confronti dell’altro coniuge o della prole);

  • annullamento o scioglimento del matrimonio celebrato all’estero.

 

Gli effetti del divorzio

 

La sentenza di divorzio produce molteplici effetti:

  • lo scioglimento del vincolo matrimoniale in caso di matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio se il matrimonio è di tipo concordatario;

  • per la donna la perdita del cognome del marito ( a meno che la moglie richieda al giudice di mantenerlo se sussiste un interesse meritevole di tutela);

  • il coniuge economicamente più svantaggiato ha diritto all'assegno divorzile - quantificato in base ai redditi dei coniugi e alla durata del matrimonio - fino a quando non passi a nuove nozze o l’obbligato muoia o fallisca;

  • il giudice decide la destinazione della casa coniugale e degli altri beni di proprietà;

  • perdita dei diritti successori;

  • riguardo ai figli il giudice decide se procedere all’affidamento condiviso oppure ad uno solo dei due coniugi, obbligando l’altro a versare un assegno di mantenimento

  • se il coniuge ha diritto all’assegno di mantenimento egli avrà anche diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto, a condizione che il superstite non si sia risposato.

 

La documentazione necessaria per la procedura è la stessa già indicata per il procedimento di separazione, alla quale va aggiunta l'omologa del Presidente delegato del Tribunale competente che ha trattato la separazione (in caso sia stato consensuale) o la sentenza di separazione (con la formula della cancelleria di passaggio in giudicato).

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