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04. Modifica delle condizioni della separazione e del divorzio

Modifica dei patti e delle statuizioni della separazione

Le condizioni di separazione, omologate dal Tribunale, relativa agli obblighi dei rispettivi coniugi possono essere sempre modificate, attraverso un apposito procedimento disciplinato dall'Art. 710 c.p.c.

Si parla in proposito di “giudicato rebus sic stantibus” (ossia assunto “allo stato delle cose”) che trova la sua ragione nell’intima natura delle decisioni in materia di separazione/divorzio/affidamento dei figli, essendo esse tutte volte a regolare aspetti della vita delle persone che sono in continua evoluzione.

E' una fattispecie che si presenta ogni qualvolta, durante la separazioni, intervengono fatti nuovi, successivi, modificativi della situazione di fatto in cui si sono trovati i coniugi nel momento in cui è stato emesso il provvedimento, soprattutto dal punto di vista economico.

 

Quando ricorrono giustificati motivi, ciascuno degli ex coniugi può chiedere al giudice di modificare le condizioni della separazione.

Il caso maggiormente diffuso di modifica delle condizioni, riguarda sicuramente l’ammontare dell’assegno di mantenimento che può essere revisionato se ci sono sensibili cambiamenti economici del beneficiario o di colui che è tenuto ad erogarlo.

Ad esempio, se le condizioni economiche del beneficiario migliorano notevolmente, l’ammontare dell’assegno potrà essere diminuito, invece, se a migliorare è la posizione economica dell’obbligato, l’assegno di mantenimento può essere aumentato.

Vi sono anche altre circostanze che giustificano la revisione delle condizioni di separazione:

  • la sopravvenienza di nuovi oneri familiari, come la nascita di un nuovo figlio;

  • la convivenza more uxorio del coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento;

  • il licenziamento, le dimissioni o il fallimento di uno dei due coniugi;

  • l’insorgere di una malattia grave

Un caso potrebbe essere quello in cui il figlio che sia diventato maggiorenne abbia raggiunto l’autosufficienza economica (Cass. 189742013) o che il coniuge beneficiario dell’assegno divorzile abbia nel tempo mutato le proprie condizioni economiche o personali.

 

Rientra in questa ipotesi il fatto che il coniuge divorziato, beneficiario dell’assegno divorzile, abbia reperito un lavoro che gli permetta, in concreto, una stabilità economica e una concreta capacità di soddisfare personalmente le proprie esigenze basilari.

 

Potrà richiedersi la revisione del provvedimento anche quando il coniuge obbligato si trovi nell’impossibilità soggettiva e oggettiva di provvedere al mantenimento del coniuge divorziato. Ad esempio quando l’obbligato subisca un drastico ridimensionamento del proprio reddito o in caso di licenziamento (Cass. 21670/2014).

 

Infine, anche il fatto che il coniuge divorziato abbia istaurato una convivenza more uxorio caratterizzata dalla stabilità e dall’avere un progetto di vita comune (abitazione, spese quotidiane, mutuo) con un nuovo partner, fanno venire meno i presupposti per disporre nei confronti di questi il diritto di recepire assegno divorzile. (Cass. n. 2466/2016).

Sono casi affrontati spesso dallo Studio Legale Benvenuto, con i quali si sono ottenuti ottimi risultati.

Per richiedere la revisione dei provvedimenti assunti in caso di separazione potrete rivolgervi presso questo Studio Legale, specializzato  in diritto di famiglia. Studiati gli atti e documenti (anche fiscali) che hanno portato all’emanazione del provvedimento, valuteremo insieme le motivazioni che potrebbero rendere necessaria la modifica delle condizioni e successivamente, presentare un ricorso giudiziario presso il Tribunale competente.

Ove ne ricorrano i presupposti, lo Studio Legale Benvenuto è solito offrire alla controparte la possibilità di proporre un ricorso congiunto che ratifichi una mediazione tra le parti.

Una buona mediazione riduce drasticamente la possibilità di dover mettere in esecuzione coatta i provvedimenti giudiziari.

  Avv. Attilio R. Benvenuto

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