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10. Azione di Riconoscimento e disconoscimento paternità

Azione di riconoscimento di paternità e maternità

Una tematica che lo Studio Legale Benvenuto affronta è "il riconoscimento giudiziale di paternità e maternità".

 

La fattispecie è disciplinata dall'art. 269 C.C. che prevede, per il figlio non riconosciuto, la possibilità di esperire un'azione giudiziale, diretta all'accertamento della paternità o maternità, con una sentenza emessa dal Tribunale, che gli riconosca lo status di figlio, quindi, di godere dei medesimi diritti del figlio legittimo.

Acquisire lo status di figlio, determina importanti conseguenze dal punto di vista patrimoniale, poichè, lo stesso, in caso di morte del padre (ad esempio) rientra a pieno titolo nella successione.

Quest'azione può essere esercitata dal figlio maggiorenne o, nel caso di minore età, dal genitore o dal tutore che agisce nel suo interesse; può, inoltre, essere esercitata o proseguita dagli eredi del figlio naturale, così come, in caso di morte del genitore nei cui confronti si chiede il riconoscimento, può essere esercitata nei confronti degli eredi di quest’ultimo.

 

Il mezzo di prova cardine, che consente di ritenere accertato lo status di figlio nei confronti del presunto padre o della presunta madre è il test del DNA che, attraverso il prelievo di sangue dal genitore convenuto nel giudizio di riconoscimento, è in grado di confermare o meno la parentela.

 

Spesso, tuttavia, accade che il genitore, soprattutto il padre, si rifiuti di sottoporsi agli esami ematologici richiesti.

Il rifiuto del  presunto genitore, unitamente ad altri elementi di prova, per giurisprudenza consolidata, implica un tacito riconoscimento che è valutato dal magistrato in giudizio. La Corte di Cassazione con la  sentenza n. 6025 del 25 marzo 2015, ha affermato che, nel giudizio promosso per l'accertamento della paternità naturale, il rifiuto di sottoporsi ad indagini ematologiche costituisce un comportamento valutabile da parte del giudice, ex art. 116, secondo comma, c.p.c., di così elevato valore indiziario da poter da solo consentire la dimostrazione della fondatezza della domanda.

L'azione per il riconoscimento di paternità e maternità può essere accompagnata da una richiesta di risarcimento del danno morale/esistenziale, che può essere determinato anche in via equitativa.

Le sentenze che riconoscono il risarcimento del danno, sono numerose, ma è necessario che sussistano determinati presupposti.

 

Sotto tale aspetto, l'Avv. Benvenuto può valutare e analizzare insieme al cliente ogni aspetto della domanda. 

  Studio Legale

Avv. Attilio R. Benvenuto

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